Rietine

La storia di Rietine, una casa piccola ma, allo stesso tempo, produttore di vini di primo livello, riassume, in mirabile sintesi, gran parte della storia del Chianti Classico. Fino a tre secoli prima della nascita di Cristo, il posto, proprio come molti altri in Toscana dell’epoca, era un insediamento etrusco. Nel Medio Evo gravitava nell’orbita della vicina abbazia di Coltibuono, importante centro religioso del periodo. Poi, come avvenne per larga parte di Gaiole, entrò nella sfera di influenza del castello di Stielle e del barone Ricasoli, la famiglia il cui dominio dell’area fu, per molti secoli, assoluto e incontrastato.

assoluto e incontrastato. Dal 1989, comunque, Rietine appartiene alla famiglia Gaffuri-Lazarides. Un primo chef, Mario Gaffuri ha creato, senza i grandi capitali disponibili ad altri investitori della denominazione Chianti Classico, una cantina funzionante con una produzione costante di alta qualità, merito in parte del suo attento e impegnato lavoro viticolo nei suoi 32 acri a vite, ma anche della stretta collaborazione con l’enotecnico Andrea Mazzoni. Un ex professore di enologia a Siena, consulente da anni di molti nomi guida nel Chianti Classico, Mazzoni, conosce il territorio, sue possibilità e potenzialità, ma anche i problemi, come pochi altri. Assieme a Gaffuri, hanno tratto pieno profitto dei tanti aspetti positivi del sito e dei suoi vigneti: benché le altitudini siano alquanto alte, prossime ai 450 metri sopra il livello del mare, le esposizioni, principalmente a sud sono calde e soleggiate e la maturazione delle uve non presenta alcun problema. Il suolo, la classica roccia calcarea di argilla e pietra dura del territorio, è perfetto per il Sangiovese di pregio, fatto immediatamente evidente sia nel Chianti Classico d’annata che nella Riserva. Ma anche per il Merlot, e Tiziano, la versione aziendale dell’uva, è da molti anni uno dei più pregiati dell’area, un segreto ben mantenuto che merita di essere svelato per bene.