La Fazenda

Una volta l’isola d’Elba era, per ciò che attiene al paesaggio, virtualmente un unico grande vigneto – oltre 7500 ettari di superficie vitata, la medesima estensione a vigna del Chianti Classico, una denominazione che può oggi vantare un’area di circa settantamila ettari totali. Fu allora, alla fine del 19° secolo, che arrivò il flagello noto come fillossera, una peste che si nutre delle radici delle viti e distrugge i vigneti; il risultato è l’attuale totale molto più modesto. Ma la viticoltura dell’Elba, al momento presente, gode di un revival tutt’altro che esiguo e la causa, paradossalmente, è lo stesso fattore che, oltre mezzo secolo fa, ne favorì il declino. Nei primi decenni del periodo postbellico, le nuove possibilità offerte da visitatori e vacanzieri nel lasso di tempo fra Pasqua e la fine di ottobre, convinse molti coltivatori a lasciare la terra per rivolgersi a occasioni più remunerative, rese disponibili da tali nuovi flussi di arrivi durante i mesi caldi.

Ma lo stesso numero di visitatori, molti mossi da una certa curiosità verso i prodotti dell’isola – vino, olio d’oliva, formaggio – offre ai produttori la possibilità di vendere i vini a prezzi di gran lunga più alti rispetto a quelli dei colleghi sulla terraferma. Una casa che ha tratto vantaggio dal nuovo clima economico è La Fazenda, situata in una gradevole località nella parte sudorientale dell’Elba, intorno a Capo Oliveri sulla calda costa meridionale. La superficie a vigna è piccola, poco più di 13 acri, ma i vini offerti sono quelli classici della denominazione: un Elba Bianco e Rosato e, ancor più importante, un Elba Rosso che amalgama Sangiovese, Merlot, Cabernet e Syrah, quest’ultimo particolarmente idoneo al suolo e al microclima locali. Le vere specialità, comunque, sono vini passiti, realizzati con la competente assistenza dell’enologa Laura Zuddas: Ansonica Passito e Aleatico Passito di livello davvero elevato.