Candialle

Il termine “Conca d’Oro” (un nome che ovviamente richiama alla mente la Côte d’Or della Borgogna) di Panzano in Chianti entrò nell’uso corrente solo negli anni ‘90 quando una serie di vini eccellenti da produttori come Fontodi e La Massa scossero un pubblico sonnolento mettendolo di fronte al fatto che questa parte del Chianti Classico – la punta meridionale del comprensorio di Greve in Chianti – era la fonte di alcune delle uve, e relativi vini, di maggior pregio dell’intera denominazione. I consumatori meglio informati, tuttavia, ricordavano le notevoli proposte di Chianti Classico di Villa Cafaggio e Vignole risalenti addirittura alle annate iniziali degli anni ‘70, ad ulteriore conferma del potenziale altissimo di questa parte della zona di produzione del Chianti Classico.
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Carpineto

 

Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo fondarono l’azienda, che è diventata una forza importante nel vino toscano, nel 1967, e in quasi cinquanta anni di lavoro intelligente, professionale, hanno messo su una casa capace di produrre sia in quantità che qualità, l’azione di bilanciamento più difficile di tutte nel mondo del vino. Ma gli oltre 190 ettari di vigneti sono più che sufficienti per le esigenze dei soci e il lavoro in sé è estremamente ben organizzato, con Sacchet incaricato della produzione e Zacheo supervisore alle vendite e al marketing. Si offre la gamma completa dei vini regionali, ma numericamente, il motivo di orgoglio del posto è Dogajolo, un ben fatto blend di Sangiovese e Cabernet, ormai un classico regionale, con le sue 600.000 bottiglie.

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Castello di Volpaia

I meriti del Castello di Volpaia vanno oltre i valori indiscutibili dei suoi vini, osservando l’impianto architettonico dell’azienda, la raffinatezza di­mostrata nella ristrutturazione di uno splendido borgo medievale fortificato toscano, lasciato in­tatto fin nei minimi particolari.... I meriti del Castello di Volpaia vanno oltre i valori indiscutibili dei suoi vini, osservando l’impianto architettonico dell’azienda, la raffinatezza di­mostrata nella ristrutturazione di uno splendido borgo medievale fortificato toscano, lasciato in­tatto fin nei minimi particolari. Naturalmente gli interni furono trasformati, per ottenere quanto necessario alla vinificazione: cantine, bottaie, orciaie, vinsantaia, dove i “contenitori” sono col­legati fra di loro da una rete di tubi sotterranei. Opera di grande sensibilità artistica e storica, delicata e imponente insieme. Da tale grandiosa scenografia non potevano derivare che vini di ec­cellenza, testimoni della filosofia di radicamento nel territorio con i varietali locati sempre ben in evidenza e bene interpretati, e un’oculata aper­tura ai vitigni internazionali.

Il vino base, Chianti Classico si rivela ad ogni annata ottimo esempio delle capacità proprie della denominazione, note speziate e fruttate, tannini morbidi. Il Chianti Classico Riserva Coltassala 2009, da Sangiovese e Mammolo, possiede un ampio ventaglio di profumi eleganti, un palato robusto e di peso. Il Chianti Classico Riserva Il Puro Vigneto Casanova 2008, da Sangiovese, è un il fiore all’occhiello della casa, bouquet marcato e distinto, palato rotondo e morbido, da bocca piena. E’ bene sottolineare che tutti i vini e l’olio extra vergine di oliva sono certificati Biolo­gici. Ancora c’è il gradevole Vin Santo del Chianti Classi­co 2007, dai locali Trebbiano e Malvasia, con uve sottopo­ste a lungo appassimento. Più internazionale il Balifico Toscana 2009, da Sangiove­se e Cabernet Sauvignon, bel ventaglio aromatico, morbi­do e setoso al palato.

Castello Vicchiomaggio

Breve storia di una passione di famiglia. 1921: Federico Matta, originario di Asti inizia ad importare vino a Londra e dopo 30 anni diventa la No.1 in GB per vini Italiani. 1964: Castello Vicchiomaggio viene acquistato dalla famiglia Matta, una proprietà di 150 Ha. nel Chianti Classico, con 32 Ha. di vigneto. 1970: Dopa aver frequentato la scuola di Viticoltura ed Enologia di Alba (Piemonte), John Matta, (figlio di Federico) inizia la propria carriera a Vicchiomaggio. 1990: Inizia un’importante programma di rinnovamento dei vigneti. Un sesto d’impianto di 5,600 viti/Ha. assicurerà basse rese e grande qualità.
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Le Fonti

Il Chianti Classico è un territorio alquanto esteso, che copre una parte rilevante dell’area fra Firenze e Siena nei suoi 70 mila ettari totali di terra, settemila dei quali sono a vigna. La zona inizia solo a breve distanza dalla città di Firenze e arriva virtualmente alle porte di Siena e, nel mezzo, oltre alle viti, vi sono pascoli e uliveti, boschi e foreste, pendii collinari e fondovalle, ruscelli, corsi d’acqua e fiumi. Solo un certo numero dei nove comprensori in cui si può produrre il vino Chianti Classico ricade completamente nei confini della denominazione, essenzialmente i quattro centrali: Greve in Chianti, Radda in Chianti, Castellina in Chianti e Gaiole in Chianti. Gli altri, dove si possono produrre vari altri tipi di Chianti – ma non il Classico – hanno un piede dentro e l’altro fuori dal nucleo storico che diede nome al vino.
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