La Fralluca

Centinaia di chilometri separano Milano dalla costa meridionale della Toscana, ma le distanze non hanno un particolare valore quando si tratta di un progetto esistenziale, peraltro poggiato su una vera passione. In questo caso, la passione era doppia: Francesca Bellini e Luca Recine avevano entrambi lavorato per i grandi magazzini la Rinascente a Milano, ma in testa avevano altre idee per il futuro: una famiglia e una proprietà vinicola in Toscana, località di nascita di Francesca. Prima arrivarono il figlio Leonardo e la figlia Isabella, successivamente, dopo una ricerca durata tre anni, fu finalmente individuato il luogo desiderato – una casa in collina nel comprensorio di Suvereto, immersa nel paesaggio classico di questa parte d’Italia: boschi e macchia mediterranea, la vicinanza del mare, la piccola ma affascinante cittadina di Massa Marittima con i suoi imponenti palazzi e piazze.
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Renicci

La Val di Cornia, un piccolo angolo della provincia di Livorno, la parte più meridionale dove il fiume Cormia sfocia in mare, era un posto virtualmente ignoto fino a solo venti anni fa. L’agricoltura era praticata su piccola scala, i prodotti coltivati erano di quantità varie, la vite e gli ulivi – i due fattori basilari dei climi mediterranei – erano presenti assieme alle verdure e – anche qui su piccola scala – all’allevamento degli animali. Un ambito in cui non emergeva alcunché di particolare circa i coltivatori medesimi o il loro lavoro. Tutto questo cambio drasticamente quando cominciarono ad apparire, dopo il 1995, una serie di vini estremamente impressionanti, chiaramente ispirati da sviluppi avvenuti più a nord, in luoghi come Castagneto Carducci, Bolgheri e Donoratico.

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Russo

Come un certo numero di coltivatori della costa toscana, la famiglia Russo migrò verso la cittadina di Suvereto in val di Cornia da altre parti d’Italia, nel loro caso dal sud del paese. C’era disponibilità di terra, molto forte era il desiderio di lavorarla, ed erano ovviamente attraenti le possibilità di una vita migliore. L’agricoltura era una tradizione di famiglia, ma questa parte della Toscana – la striscia più meridionale della provincia di Livorno, avente un clima che varia dal fresco al caldo, non molto differente in effetti dal loro luogo di origine – non aveva alcun carattere speciale all’epoca, nessuna forte tradizione che orientasse il loro percorso lavorativo. E, nelle fasi iniziali, l’attività principale dell’azienda era l’allevamento degli animali, vitelli e manzi, da vendere per la carne.
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Terradonna

La storia della Val di Cornia, almeno per cio? che attiene alla sua apparizio- ne quale rinomata e prestigiosa area di produzione di vino, e? alquanto recente; le case con un nome e un’’immagine che si estendono oltre i confini locali pos- sono vantare, il piu? delle volte, venti anni di presenza attiva sui mercati nazionali e internazionali. La viticoltura, tuttavia, come e? il caso nella maggior parte della campagna toscana, ha sempre fatto parte della scena, e cio? e? ben in evidenza nella realta? della famiglia Rossi, che coltiva vigneti e uliveti propri, produ- cendo vino e olio d’oliva da piu? di mezzo secolo. L’azienda prende il nome dal dono, nel 2000, dell’attivita? da parte della madre Emma Rossi a sua figlia Annalisa, attuale gestore dell’attivita?.
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