Jacopo Banti

La Val di Cormia salì alla ribalta alla fine degli anni ‘90 con una serie di vini notevoli che presto catturarono l’attenzione generale, ed erano prodotti principalmente dalle varietà internazionali che erano diventate di gran moda sulla costa toscana. Nella grande maggioranza dei casi, le aziende erano nuove, e i produttori medesimi, in generale, uomini e domme che erano arrivati alla viticoltura e alla produzione di vino dopo carriere – spesso di grande successo – in altre sfere professionali.

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Russo

Come un certo numero di coltivatori della costa toscana, la famiglia Russo migrò verso la cittadina di Suvereto in val di Cornia da altre parti d’Italia, nel loro caso dal sud del paese. C’era disponibilità di terra, molto forte era il desiderio di lavorarla, ed erano ovviamente attraenti le possibilità di una vita migliore. L’agricoltura era una tradizione di famiglia, ma questa parte della Toscana – la striscia più meridionale della provincia di Livorno, avente un clima che varia dal fresco al caldo, non molto differente in effetti dal loro luogo di origine – non aveva alcun carattere speciale all’epoca, nessuna forte tradizione che orientasse il loro percorso lavorativo. E, nelle fasi iniziali, l’attività principale dell’azienda era l’allevamento degli animali, vitelli e manzi, da vendere per la carne.
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Terradonna

La storia della Val di Cornia, almeno per cio? che attiene alla sua apparizio- ne quale rinomata e prestigiosa area di produzione di vino, e? alquanto recente; le case con un nome e un’’immagine che si estendono oltre i confini locali pos- sono vantare, il piu? delle volte, venti anni di presenza attiva sui mercati nazionali e internazionali. La viticoltura, tuttavia, come e? il caso nella maggior parte della campagna toscana, ha sempre fatto parte della scena, e cio? e? ben in evidenza nella realta? della famiglia Rossi, che coltiva vigneti e uliveti propri, produ- cendo vino e olio d’oliva da piu? di mezzo secolo. L’azienda prende il nome dal dono, nel 2000, dell’attivita? da parte della madre Emma Rossi a sua figlia Annalisa, attuale gestore dell’attivita?.
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