Casa di Terra

Bolgheri ha la sua quota di produttori locali di lungo termine benché, in verità, questo lembo della costa toscana abbia visto la maggior parte del suo sviluppo negli ultimi quindici anni. L’agricoltura della zona era il classico tipo misto che una volta predominava in Toscana – una parte a vino, una a olio d’oliva, un’altra porzione a grano – ma con una variante dovuta al clima marittimo notevolmente più mite: frutti e vegetali non erano affatto di importanza minoritaria per i coltivatori della zona.

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Castello di Bolgheri

I conti della Gherardesca di Pisa sono stati una delle grandi famiglie nobili d’Italia sin dal Medio Evo. Già noti e temuti al tempo di Dante, che diede loro un posto prominente nell’Inferno, i loro vasti possedimenti lungo la costa toscana erano virtualmente un dominio in sé. L’area intorno, Castagneto Carducci e Bolgheri erano fra le tenute più importanti, e tre delle aziende più grandi ed eminenti nella denominazione Bolgheri e Bolgheri Sassicaia – San Guido, Ornellaia e Guado al Tasso – sono tutte derivanti da terre una volta appartenenti alla famiglia. Il Castello di Bolgheri, un castello vero, in ogni senso, come non sempre avviene in Italia, dove il termine si applica anche a ville, residenze signorili e altri edifici di una certa dimensione, fu costruito dai conti nel XIII secolo.
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Donna Olimpia 1898

Spinto da determinazione e dalla volon¬tà di realizzare un importante progetto enologico in Italia, Guido Folonari, erede di una delle storiche famiglie italiane del vino, nei primi mesi del 2001 decide di ini¬ziare il suo nuovo viaggio imprenditoriale nel mondo del vino. L’indole bresciana e la visione che da sempre lo caratterizzano gli hanno permesso di scoprire e investire, in poco tempo, in territori unici e dalle grandi potenzialità. Già nel 2002 acquista Tenuta L’Illuminata, nelle Langhe, sulla splendida collina di La Morra. A seguire in Toscana, regione da lui molto amata e dove la fami¬glia produce vino dal Novecento, una stret¬ta di mano sancì il passaggio di proprietà dei 60 ettari di Donna Olimpia 1898, a Bol¬gheri.

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Le Macchiole

La storia di questa casa vinicola è segnata da ambizione e coraggio, di speranza e lotta, di sofferenze sopportate e di trionfo contro le avversità. Comincia negli anni ‘70 quando Eugenio Campolmi, originario di Bolgheri, il primo a diventare un produttore importante nella sua zona di origine, proveniente da una famiglia che con la gestione di un bar aveva accumulato un piccolo capitale, cominciò a pianificare di piantare un vigneto nei pressi del bar di famiglia. Tuttavia, negli anni ‘80, le viti furono piantate in un’altra parte del comprensorio, più vicine alla zona di Bolgheri.
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Michele Satta

L’aspetto giovanile di Michele Satta può in qualche modo portarci fuori strada. Lui un abile veterano di molte guerre è stato una delle primissime piccole aziende ad emergere nell’allora nascente ed ancora scarsamente definita appellazione Bolgheri. A quel tempo, gli anni 80, i soli vini DOC erano i ROSATO ed i primi rossi straordinari che iniziavano a nascere e a vedere la luce erano solo vini “da tavola” perfino il più conosciuto di tutti già famoso e assiduamente ricercato fuori dai confini d’Italia. Non è stato se non 10 anni dopo, infatti, che questa prestigiosa tipologia ottenne ufficialmente l’appellazione DOC.
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Micheletti

I Micheletti coltivano vigneti e uliveti da tre generazioni, e il loro coinvolgimento in agricoltura risale a oltre mezzo secolo addietro, al 1960 per la precisione. Come succedeva in gran parte dell’attuale zona di produzione dei vini DOC, anche la frutta era una componente significativa dell’attività agricola, e la specialità erano le pesche locali, un prodotto poco noto e non molto apprezzato: in realtà, sono della qualità succulenta. Vino e olio di oliva, comunque, hanno l’attrattiva che i semplici frutti non posseggono, e fu solo questione di tempo prima che la famiglia decidesse di tentare la fortuna in ciò che oramai è diventato il mondo altamente competitivo dei vini stile Bordeaux, ottenuti da varietà di livello mondiale come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.
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Orma

Orma è l’ultimo pezzo inserito nell’impero che Antonio Moretti Cuseri – una volta imprenditore nel campo della moda e ora produttore di vino eccellente. Il primo pezzo fu nel territorio di nascita di Moretti Cuseri, nel Val d’Arno di Sopra; originario di Arezzo, semplicemente cominciò con una proprietà di famiglia che includeva un vigneto di Sangiovese di alto livello e lo ingrandì per includere una serie di altre varietà. Le due mosse successive furono dirette, rispettivamente, Verso la Bassa Maremma, dove cominciò a produrre Morellino di Scansano e altri vini, e verso l’angolo sudorientale della Sicilia e il suo Nero d’Avola.
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Podere Sapaio

La storia postbellica dell’Italia consiste, essenzialmente, in una migrazione su larga scala dalla campagna alla città, dall’arare i campi alle fabbriche, dalla terra alle metropoli. Paese fondamentalmente agricolo fino al 1950, l’Italia vide un boom economico negli anni ‘50 e ‘60 che spostò una parte molto ampia della popolazione da un’occupazione millenaria di agricoltori ad una nuova di operai, con tutte le complicazioni e i relativi problemi che inevitabilmente ne conseguirono. Non tutti erano convinti che questa nuova realtà fosse soddisfacente per le aspettative e le esigenze di vita di gente che effettivamente e intimamente aveva sofferto il taglio degli antichi legami con la terra.

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Poggio al Tesoro

Poggio al Tesoro e? diventato non solo un nome guida nella denominazione di Bolgheri, ma rappresenta anche uno dei pochissimi casi in cui un produttore pro- veniente da fuori zona (e, in questo caso, addirittura fuori dalla regione), e? riuscito a creare una proficua realta? produttiva di successo in prima persona. I protagonisti di questa storia sono i due membri della famiglia Allegrini, Marilisa e Walter, produttori di grande successo in Valpolicella, dove la casa di famiglia, da generazioni, e? una delle piu? rinomate e prestigiose. Affascinati, come tanti, dalla possibilita? di produrre vini importanti da varieta? internazionali in Toscana, la scelta fu abbastanza ovvia per l’epoca, fine anni ‘90, un periodo in cui molti produttori get- tarono un sguardo su questa area, il cui prestigio suggeriva importanti possibilita? di realizzazione.
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Rocca delle Macie

Rocca delle Macie ha fatto molta strada da quando, fino anche a non molto tempo fa, era presente sul mercato con grandi volumi riuscendo però a garantire vini toscani piacevoli, anche se non memorabili. Non vi è alcun motivo di essere reticenti nell’affermare che la linea produttiva consisteva, e in parte consiste anche oggi, nella produzione di buoni vini a prezzi convenienti: non tutti, dopo tutto, possono spendere molto per un vino. La prova più convincente del notevole salto di qualità dell'intera produzione, tuttavia, si è fatta avanti negli ultimi dieci anni ed è senza dubbio grazie ad un passaggio importante nella direzione imposto da Sergio Zingarelli, la cui famiglia ha fondato l'azienda nel 1973.
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Tenuta Argentiera

Dall’alto della terrazza panoramica che sovrasta l’ordinata distesa di vigne, la vi- sta sul mare e? l’ennesimo valore aggiunto di questa azienda che in poco tempo ha saputo inserirsi, grazie ai suoi ottimi vini, tra i marchi prestigiosi della Doc Bolgheri. Tenuta Argentiera, un tempo facente parte della piu? vasta Tenuta di Donoratico della nobile famiglia Serristori, e? oggi di pro- prieta? dei fratelli fiorentini Corrado e Mar- cello Fratini, imprenditori di successo, e si estende per oltre 500 ettari di cui 75 col- tivati a vigneto specializzato per la produ- zione di vini a Doc Bolgheri e a Igt Toscana. I vigneti sono completamente circondati da una verdeggiante macchia mediterranea e delimitati da viali di pini marittimi secolari e da piante di olivo in un paesaggio suggestivo e ricco di intensi profumi.
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Tenuta Guado al Tasso

Negli anni ‘60 e ‘70, prima del boom dei decenni recenti che l’hanno riempita di vigneti e visitatori, Bolgheri era un posto alquanto bucolico. Percorrendo le quiete strade di campagna, molte delle quali sterrate all’epoca, era possibile fermarsi ad acquistare la produzione locale di frutta e verdura, fra cui anche quella della tenuta Belvedere, la parte di Piero Antinori dei vasti tenimenti della Gherardesca del passato che, assieme a fragole e carciofi, offriva anche un piacevole rosé. La proprietà – che è ora diventata la Tenuta Guado al Tasso – risulterebbe irriconoscibile al visitatore di una generazione fa.
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Terre del Marchesato

Due fatti importanti della storia postbellica d’Italia si intrecciano nella nascita e nella crescita della cantina Terre del Marchesato a Castagneto Carducci, la cittadina che ospita la denominazione Bolgheri DOC sulla costa tirrenica della Toscana. Una è l’emigrazione interna all’Italia, che portò molti abitanti delle aree più povere del paese verso altre più promettenti e prospere. Oltre verso le città industriali del nord, vi fu un notevole esodo dalle zone rurali delle Marche verso la Toscana, dove la terra, in particolare lungo la costa, era disponibile subito. Uno di tali immigranti verso la Toscana fu Emilio Fuselli, che si insediò sulla proprietà dei conti Della Gherardesca a Bolgheri.
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