Barone Ricasoli

Ricasoli è indiscutibilmente un nome di cui tener conto in Toscana. La casata, nota anche come Ricasoli Firidolfi (discendenti di un certo “Ridolfo”, o Rudolfo, che arrivò nella regione nel 10° secolo), era una volta padrona assoluta di un’ampia fascia di territorio sul confine fra le repubbliche di Siena e Firenze, perpetuamente in guerra nel tardo Medioevo, per cui, all’inizio del Rinascimento; la famiglia possedeva una serie di castelli e fortezze, che dominavano Gaiole in Chainti (e non solo questo territorio).
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Casa del Vento

Borgo Casa al Vento è una casa relativamente giovane nel Chianti Classico, almeno rispetto alle sue vicine, un certo numero delle quali produce vino in bottiglia da oltre un secolo e mezzo, fatto alquanto insolito nell’Italia del 19° secolo, dove l’urbanizzazione e una classe media agiata – normalmente le due condizioni indispensabili per la crescita di una cultura dell’apprezzamento del vino – erano tutt’altro che diffuse. Ma Giuseppe e Ria Gioffreda sono davvero parte del loro tempo, e la piccola azienda che hanno creato è una proprietà modello per ciò che riguarda la produzione e gli impianti e i servizi che offre.
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Castello di Cacchiano

Monti in Chianti fa parte – in realtà è una frazione – del territorio di Gaiole in Chianti, il luogo in cui nel 19° secolo, il moderno Chianti Classico assunse la sua forma definitiva. Questi sono i semplici fatti, parte della storia e non materia di disputa o contestazione. Ma i nudi fatti sono tutt’altro che la storia intera: Monti è indiscutibilmente una delle zone viticole guida del Chianti Classico, il posto dove l’area della denominazione, dopo essersi gradualmente elevata dai sobborghi di Firenze fino alle massime altitudini dei colli centrali, continua a discendere verso Siena e le calde pianure intorno alla città.
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Castello di Meleto

Nulla potrebbe meglio illustrare lo stato di costante conflitto che esisteva nella Toscana centrale nel tardo Medio Evo e inizio del Rinascimento che un’occhiata al Castello del Meleto. Queste mura massicce, con le loro merlature, le torri angolari, testimoniano di uno stato di guerra virtualmente perenne, interrotto solo occasionalmente da brevi periodi di tregua. Ciò, fortunatamente, ebbe termine nel 16° secolo e il possesso della proprietà – più fortezza che residenza all’epoca – fu consolidato dai Ricasoli, la famiglia dominante di Gaiole per quasi un millennio. L’attuale proprietà è in certo modo un’anomalia nel Chianti Classico. Infatti nel 1968, un imprenditore di Milano, Gianni Mazzocchi, lanciò una pubblica sottoscrizione per acquistare il castello e la terra circostante, le vigne e gli uliveti, una serie di fattorie, e la vicina chiesa con convento di Santa Maria a Spaltenna.
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La Casa di Bricciano

Armato di grande passione per il buon vino e l’esperienza nel campo dei buonissimi vini Sudafricani, Peter De Pentheny O’Kelly ha acquistato nel 1990 l’azienda “La Casa di Bricciano” ormai abbandonata da anni, in una zona del Chianti Classico dove vitigni e oliveti esistevano già fin dalla seconda metà del XVI secolo, come confermano antichi documenti. Nel regno incontrastato del Sangiovese ha raccolto la sfida di piantare anche vitigni di Cabernet Sauvignon e Merlot, per giunta ad un’altitudine di 550 s.l.m., ritenuta da sempre al limite per la coltivazione di uve di buona qualità. Insieme alla moglie Paola ha iniziato quest’avventura che col passare degli anni si è rivelata vincente anche dal punto di vista dell’altitudine, visto il progressivo aumento delle temperature.
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Rietine

La storia di Rietine, una casa piccola ma, allo stesso tempo, produttore di vini di primo livello, riassume, in mirabile sintesi, gran parte della storia del Chianti Classico. Fino a tre secoli prima della nascita di Cristo, il posto, proprio come molti altri in Toscana dell’epoca, era un insediamento etrusco. Nel Medio Evo gravitava nell’orbita della vicina abbazia di Coltibuono, importante centro religioso del periodo. Poi, come avvenne per larga parte di Gaiole, entrò nella sfera di influenza del castello di Stielle e del barone Ricasoli, la famiglia il cui dominio dell’area fu, per molti secoli, assoluto e incontrastato.
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Rocca di Castagnoli

Rocca di Castagnoli, un classico borgo collinare nella campagna toscana, dopo un periodo in cui passò nelle mani di una varietà di importanti famiglie nobili (fra cui i Piccolmini, una delle principali case di Siena), divenne infine una delle proprietà di primo piano dei Ricasoli, signori di Gaiole in Chianti. La “rocca” (nel senso di fortezza, come per la “rocca” di Gibilterra) faceva parte dell’esteso sistema di castelli fortificati che proteggevano questa zona di frontiera, ultimo lembo della repubblica di Firenze, dagli assalti del suo nemico perpetuo, la repubblica di Siena. Sin dagli inizi del 1981, comunque, la proprietà appartiene a Calogero Calì, un ben noto avvocato milanese dalle tante conoscenze, che è diventato un investitore ragguardevole nelle proprietà a vigna in Toscana.
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San Giusto a Rentennano

Per molti anni la cittadina di Gaiole in Chianti è stata virtualmente un possedimento esclusivo della famiglia Ricasoli, nota anche come Firidolfi, i “figli” di un certo Rodolfo che arrivarono nella Toscana centrale ben oltre mille anni fa. Strisce di terra senza fine, castelli, un territorio totalmente sotto il controllo della famiglia – questa era la realtà di Gaiole, ma il dominio della famiglia portò anche benefici: Bettino Ricasoli, il “Barone di Ferro”, fu, nel 19° secolo, un leader nella spinta per l’unificazione dell’Italia, e fu sulla terra del suo Castello di Brolio che fu creato il Chianti che conosciamo oggi – un vino rosso a base Sangiovese. San Giusto a Rentennano, con la sua piacevole villa, una volta era una parte periferica dell’impero Ricasoli ma, sin dalla metà degli anni ‘80, il nome è stato associato ad alcuni dei più grandi vini di tutta la Toscana, in realtà di tutta l’Italia.
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