La Fazenda

Una volta l’isola d’Elba era, per ciò che attiene al paesaggio, virtualmente un unico grande vigneto – oltre 7500 ettari di superficie vitata, la medesima estensione a vigna del Chianti Classico, una denominazione che può oggi vantare un’area di circa settantamila ettari totali. Fu allora, alla fine del 19° secolo, che arrivò il flagello noto come fillossera, una peste che si nutre delle radici delle viti e distrugge i vigneti; il risultato è l’attuale totale molto più modesto. Ma la viticoltura dell’Elba, al momento presente, gode di un revival tutt’altro che esiguo e la causa, paradossalmente, è lo stesso fattore che, oltre mezzo secolo fa, ne favorì il declino. Nei primi decenni del periodo postbellico, le nuove possibilità offerte da visitatori e vacanzieri nel lasso di tempo fra Pasqua e la fine di ottobre, convinse molti coltivatori a lasciare la terra per rivolgersi a occasioni più remunerative, rese disponibili da tali nuovi flussi di arrivi durante i mesi caldi.
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