Carpineto

 

Giovanni Carlo Sacchet e Antonio Mario Zaccheo fondarono l’azienda, che è diventata una forza importante nel vino toscano, nel 1967, e in quasi cinquanta anni di lavoro intelligente, professionale, hanno messo su una casa capace di produrre sia in quantità che qualità, l’azione di bilanciamento più difficile di tutte nel mondo del vino. Ma gli oltre 190 ettari di vigneti sono più che sufficienti per le esigenze dei soci e il lavoro in sé è estremamente ben organizzato, con Sacchet incaricato della produzione e Zacheo supervisore alle vendite e al marketing. Si offre la gamma completa dei vini regionali, ma numericamente, il motivo di orgoglio del posto è Dogajolo, un ben fatto blend di Sangiovese e Cabernet, ormai un classico regionale, con le sue 600.000 bottiglie.

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Fattoria La Braccesca

L’impero Antinori, costruito pezzo per pezzo nel corso di generazioni e secoli, e ora costituito da circa 5000 acri di tenimenti a vigna, in origine era considerevolmente più piccolo sia per dimensioni che per espansione geografica. Ora si estende dal Piemonte alla Puglia (senza contare proprietà e partecipazione in USA e Cile, Ungheria e Romania) ma, fino a un tempo recente relativamente breve, era confinato alle proprietà storiche in Chianti Classico, essenzialmente nei dintorni di Mercatale Val di Pesa, e in Umbria, dove Niccolò Antinori aveva acquistato la tenuta Castello della Sala nel 1940.
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Montemercurio

La fama dei vini di Montepulciano risale amolti secoli addietro, ma nel decenni recenti vi è stato un notevole incremento non solo nel livello qualitativo ma anche nella superficie di ettari vitata e nel numero di etichette sul mercato: vi sono, attualmente, 90 produttori di vini, più del doppio del numero di soli vent’anni fa. Fra le nuove case che hanno suscitato l’impressione più favorevole, Montemercurio deve essere senza dubbio annoverata nell’avanguardia. Benché il vigneto iniziale, piantato negli anni ‘60 dal nonno dei proprietari attuali, fosse di dimensioni alquanto ridotte, oggi la casa lavora – con risultati eccellenti – 10 ettari a vite.

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Podere le Bèrne

Podere Le Bèrne è una delle aziende della nuova generazione del Vino Nobile che meglio hanno saputo sfruttare il terroir di Montepulciano per produrre ottimi vini. Azienda giovane nel settore del vino imbottigliato perché già negli anni ’60 Egisto Natalini, insieme al figlio Giuliano, produceva vino per uso familiare. D’altra parte l’ubicazione del podere, nella zona di Cervognano, uno dei cru del Vino Nobile, era uno stimolo in più a dedicarsi attivamente alla vitivinicoltura. Nel 1995 il passo decisivo dal vino sfuso al vino imbottigliato, grazie anche all’apporto entusiastico del giovane Andrea Natalini, figlio di Giuliano e perito agrario. Con la collaborazione dell’enologo Paolo Vagaggini viene pianificata l’attività di sperimentazione agricola ed il perfezionamento delle tecniche di vinificazione.

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Poderi Boscarelli

Malgrado la storia secolare del vino di pregio a Montepulciano, i primi anni del dopoguerra furono tutt’altro che facili in questa parte della Toscana. Come in altre parti della regione, ma forse in un modo ancor più accentuato, le proprietà rurali furono abbandonate, via via che la precedente popolazione contadina si riversava nelle città e nelle nuove fabbriche che sorgevano e promettevano condizioni di vita più confortevoli e facili. La qualità dei vini famosi inevitabilmente si abbassò e, in larga misura, il mercato volse le spalle a questa zona storica. Come sempre, furono quei pochi lungimiranti a indicare la via di uscita a quella che appariva un vicolo cieco: un rinnovato impegno verso la qualità e un’inossidabile fede per potenziale ed eccellenza.

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Poliziano

Angelo Ambrogini, lo studioso e filologo classico, meglio noto come Poliziano, in onore del suo luogo di nascita, Montepulciano (Mons Politianus in latino), è indiscutibilmente il più famoso cittadino di questo bel comune rinascimentale nell’angolo sud orientale della Toscana. E’ assolutamente appropriato, quindi, che la cantina più nota e prestigiosa della città e della denominazione di Montepulciano porti il nome di questo personaggio storico: Poliziano, una di quelle rare case che, da tre decenni riescono a combinare quantità e qualità. Con i suoi 120 ettari di vigna, è la forza di primo piano sia sul mercato italiano che sui principali mercati mondiali del vino italiano migliore.

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Rocca delle Macie

Rocca delle Macie ha fatto molta strada da quando, fino anche a non molto tempo fa, era presente sul mercato con grandi volumi riuscendo però a garantire vini toscani piacevoli, anche se non memorabili. Non vi è alcun motivo di essere reticenti nell’affermare che la linea produttiva consisteva, e in parte consiste anche oggi, nella produzione di buoni vini a prezzi convenienti: non tutti, dopo tutto, possono spendere molto per un vino. La prova più convincente del notevole salto di qualità dell'intera produzione, tuttavia, si è fatta avanti negli ultimi dieci anni ed è senza dubbio grazie ad un passaggio importante nella direzione imposto da Sergio Zingarelli, la cui famiglia ha fondato l'azienda nel 1973.
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Talosa

I paesi produttori di vino della Toscana, spesso attraenti e pittoreschi borghi appollaiati su uno dei più bei contadi del mondo, raramente offrono un’architettura altrettanto importante del paesaggio: la creatività artistica e architettonica, dove esista, era impiegata altrove, in chiese e monasteri, ville e castelli, che punteggiano il circondario. La grande eccezione, naturalmente, è Montepulciano, spesso chiamata “la perla del Rinascimento” per gli splendidi palazzi che costeggiano strade e piazze. Una volta rimessi in buone condizioni dalle locali famiglie dominanti, che adoperavano i sotterranei per affinare e immagazzinare il vino che producevano nelle vigne che circondavano la città.

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Triacca Santavenere

La famiglia Triacca è impegnata nel vino da ben oltre un secolo, avendo cominciato il lavoro nella parte più settentrionale d’Italia nel 1897. Le origini della famiglia e della sua attività si trovano in Valtellina, attaccata al confine con la Svizzera, e da oltre 60 anni, questo paese confinante, in cui è difficile imbattersi in vini rossi dotati di una qualche struttura effettiva, apprezza molto i vini a base Nebbiolo, solidi e aromatici della valle dell’Adda verso sud. L’espansione dalla valle dell’Adda in Toscana ebbe inizio alla fine degli anni ’60 con l’acquisto dell’azienda La Madonnina a Greve in Chianti, ora una proprietà di 100 ettari a vigna, ma una seconda e altrettanto importante iniziativa ebbe luogo nel 1990 con l’acquisizione di Santa Venere, nella sottozona Poggiano di Montepulciano.

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Villa Sant'Anna

Villa Sant’Anna, come azienda produttrice di vino, deve essere declinata al femminile. La proprieta? in se? e? posseduta da Simona Ruggeri Fabroni e fa parte dei tenimenti molto vasti che aveva ereditato attraverso la linea materna della famiglia. Agronoma ella stessa, e? stata affiancata nell’ammi- nistrazione dell’attivita? agricola dalle due figlie, Anna e Margherita, la prima partico- larmente attiva nella pianificazione e nella direzione quotidiana. Il vino, infatti, e? parte fondamentale della sua vita giornaliera – e? sposata con Federico Carletti, uno dei pro- duttori di vino piu? eminenti e prestigiosi in tutta la denominazione del Vino Nobile di Montepulciano.
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