Rocca di Castagnoli

Rocca di Castagnoli, un classico borgo collinare nella campagna toscana, dopo un periodo in cui passò nelle mani di una varietà di importanti famiglie nobili (fra cui i Piccolmini, una delle principali case di Siena), divenne infine una delle proprietà di primo piano dei Ricasoli, signori di Gaiole in Chianti. La “rocca” (nel senso di fortezza, come per la “rocca” di Gibilterra) faceva parte dell’esteso sistema di castelli fortificati che proteggevano questa zona di frontiera, ultimo lembo della repubblica di Firenze, dagli assalti del suo nemico perpetuo, la repubblica di Siena. Sin dagli inizi del 1981, comunque, la proprietà appartiene a Calogero Calì, un ben noto avvocato milanese dalle tante conoscenze, che è diventato un investitore ragguardevole nelle proprietà a vigna in Toscana.

Calì estese l’originale possesso di Rocca di Castagnoli ben oltre i confini di Gaiole, comunque, acquistando altra terra nella sottozona di Castellina in Chianti, Capraia, vigneti di eccezionale potenziale in quella parte di Castellina che discende dalle alture del comprensorio in un anfiteatro di vigne con una perfetta idonea esposizione a sudovest. Di conseguenza, si può parlare di due poli produttivi totalmente differenti, uno più alto e fresco, in cui le uve danno vini di fragranza ed eleganza, uno più basso e caldo in in cui sono favorite ricchezza e concentrazione. A dire il vero, comunque, i cambiamenti climatici degli anni recenti hanno ridotto, se non del tutto eliminato, queste differenze, ma la casa ha, saggiamente, fatto il possibile per preservare le caratteristiche specifiche delle due zone. Ciò che è incontrovertibile è l’alto livello di tutta la linea, sia quella di Gaiole che quella di Castellina. I due esemplari di Chianti Classico Riserva sono di notevole interesse, così come lo Chardonnay fermentato in barrique e il Buriano da Cabernet in purezza. Il vino più interessante, tuttavia, potrebbe essere lo Stielle, una volta taglio Sangiovese-Cabernet, ora una selezione del Sangiovese di pregio. E, come tale, segno dei tempi.